venerdì 20 maggio 2016

I CORTI: THE FLASH-THE RUNAWAY DINOSAUR, CORRI KEVIN CORRI!

Grant Gustin e Kevin Smith sul set (clicca sulla foto per vedere il trailer). 

USA, 2016
42'
Regia: Kevin Smith
Interpreti: Grant Gustin, Candice Patton, Tom Cavanagh, John Wesley Shipp, Michelle Harrison, Jason Mewes.


Da "CINEMA A BOMBA!" a "TV A BOMBA!"?
Non proprio. Non ancora, almeno.
Ma in un periodo storico in cui la qualità dei prodotti seriali è arrivata in pratica al livello di quella delle produzioni da grandi sale, è sempre più difficile marcare la differenza tra i due media.

L'episodio n. 21 della seconda stagione di The Flash rappresenta poi un caso a se stante: tale è stato il martellamento pubblicitario su Internet da essere diventato di culto prima ancora della messa in onda.
The Runaway Dinosaur, pur essendo inserito nella continuity della serie, può essere considerato come un vero e proprio cortometraggio.

Che cosa lo rende speciale? L'averne affidato la regia a Kevin Smith.
Opinionista instancabile e fumettista competente, l'autore di Clerks e Red State è arrivato al ruolo per gradi: prima come spettatore, poi come appassionato (celebre una sua "recensione" video in cui lo si vede piangere come un bambino davanti allo schermo, commosso da un finale di puntata), infine come membro della produzione.

Scritta per l'occasione dall'esperto Zack Stentz (Thor, X-Men-L'Inizio), la storia vede il supervelocista Barry/Flash cercare di sopravvivere in una specie di limbo, mentre la sua squadra si dà da fare per capire come riportarlo indietro.
A complicare le cose, la minaccia di un metaumano non-morto (tipo Colosso degli X-Men, ma in versione zombie) a piede libero per la città...






Nell'approcciarsi a questa breve storia di ricerca e redenzione, il regista mette da parte tanto le grossolanità delle proprie commedie quanto le efferatezze degli horror che - chissà perché - da qualche anno dirige, e finalmente si diletta nel genere supereroistico che più gli è congeniale.

A fargli da supporto un'affiatata squadra d'attori, da cui emergono: Grant Gustin, azzeccato protagonista (benché in Batman v Superman: Dawn of Justice il ruolo sia interpretato da un altro attore); John Wesley Shipp, che era Flash nella precedente serie tv degli anni 90 e che ora interpreta il padre di Barry; Tom Cavanagh, già visto in Scrubs; l'amico del cuore di Smith, Jason Mewes (Jay di Jay & Silent Bob!), che fa una divertente comparsata.

C'è poca azione, effetti speciali funzionali, qualche dialogo brillante.
Prevale il lato intimista e riflessivo, con almeno 2-3 sequenze che puntano alla commozione: tra queste la più riuscita è senza dubbio il confronto finale tra Barry e il "fantasma" della madre (Harrison).

Era da almeno un decennio - ossia dai tempi di Clerks II - che non si vedeva Kevin Smith così in forma, al punto che lui stesso ha definito questo lavoro fumettelevisivo come "la miglior regia della mia carriera".

Concordiamo: evidentemente la velocità gli fa bene.
Corri, Kevin! Corri!




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